sabato 16 marzo 2013

La Boldrini ci costerà in gasolio pro-immigrazione

Con l'elezione a Presidente della Camera di Laura Boldrini (non è uno scherzo!) le tasche degli italiani saranno finalmente svuotate per rifornire di gasolio i mezzi della Guardia Costiera affinché possano recuperare più migranti possibile.
Avete capito bene, la neo-presidente, il cui primario scopo è quello di cancellare la Bossi-Fini, ottenendo così un "travaso" imponente di genti da ogni dove è proprio quella che, stipendiata dall'Alto commissariato delle nazioni Unite per i rifugiati, riceveva telefonate dagli scafisti mercanti di uomini, affinché allertasse le nostre forze dell'ordine marittime in loro soccorso, naturalmente a nostre spese!
La rappresentante di SEL, che grazie a Bersani e Grillo si porta a casa la presidenza della camera con il 3% dei voti, alla faccia della rappresentanza, si propone come rappresentante, non degli italiani calpestati nei diritti e nel portafoglio, ma di tutti gli immigrati che passano loro davanti nelle liste per gli alloggi.
Invece di eleggere un rappresentante che sostenga le nostre famiglie ed i nostri pensionati, questa camera a trazione Grillo/Bersani non trova di meglio che sostenere gli immigrati regolari e non, costringendo i nostri anziani, specie quelli meno abbienti, alla completa clausura, causa la densità di delinquenti in continuo aumento.
In situazioni di crisi come questa, distogliere fondi dalle politiche sociali per le nostre famiglie, al fine di tutelare quelle che nulla hanno dato a questo Paese è pura follia, in perfetto stile clown.

lunedì 11 marzo 2013

Un Papa che scomunichi Equitalia!


Correva l'anno 1160, il Papa Alessandro III, salito al soglio pontificio contro il volere dell'imperatore Federico Barbarossa, in quel glorioso 28 febbraio scomunicò l'imperatore, dando inizio a quella ribellione contro l'invasore, che portò i comuni italiani a liberarsi alla schiavitù fiscale e amministrativa dello straniero. (Legnano 1176)
Oggi il nemico è in casa, può il prossimo Papa pensare esclusivamente al benessere  spirituale del suo popolo, quando questo muore di fame?
Potrà il nuovo Pastore far finta di non vedere i suicidi, la disoccupazione, la mancanza di un futuro per il suo gregge?
A mio avviso no!
Se Pontefice vuol esser chiamato, da Pontefice noi lo chiamiamo a comportarsi!
Non c'è giurisdizione alcuna del Vaticano sull'imposizione fiscale di questo che ci ostiniamo a chiamare Paese, è vero, ma è altrettanto vero che la chiesa non può avvallare una pressione fiscale omicida, facendo credere che l'evasione sia un peccato!
Date a Cesare quel che è di Cesare, ebbe modo di dire qualcuno più preparato di me, si noti non tutto, quel che gli spetta; non troviamo scritto nei sacri testi l'obbligo a privare i nostri figli del cibo, solo per pagare dei ladri nominati da altri ladri.
Chiediamo al nuovo Papa di usare tutta la Sua influenza perché lo stato non ci affami più!
Chiediamo al nuovo Papa di liberare chi evade per fame dall'onta del peccato!
Chiediamo al nuovo Papa di trovare il coraggio e la fede di Papa Alessandro III, gli chiediamo di scomunicare Equitalia!

sabato 9 marzo 2013

FERMARE EQUITALIA! aumento del 15% sulla mora

Eccola la fotografia di un Italia allo sfascio, PIL in caduta libera (-2,4%), spesa delle famiglie affossata (-4,3%), niente governo, niente Papa, niente capo della polizia; in condizioni pietose nazione è in mano a Befera!
Evidentemente il super manager pubblico, presiede  EQUITALIA e dirige l'Agenzia delle Entrate, al modico costo per le casse statali di 304.000 euro all'anno, è rimasto l'unico baluardo di uno stato ladro ed affamatore.
Parole pesanti si potrebbe pensare, ma l'annuncio di un imminente aumento del 15% dei già esosi interessi di mora, risulta chiarificatore delle intenzioni romane.
Non cittadini, ma sudditi fiscali!
Rompere le catene della schiavitù fiscale è l'unica via d'uscita da una recessione altrimenti inarrestabile.
La fantomatica caccia alle streghe, perpetrata dal losco figuro, che vorrebbe farci credere che l'evasione più alta del pianeta si combatte controllando gli scontrini dei caffè invece di arrestare i grandi banchieri con cui passa le vacanze, ha il solo fine di spremere ogni euro ai cittadini, per mantenere una burocrazia inutile e di rapina, burocrazia che serve a lui e a quelli come lui per garantirsi un sazio a spese nostre.
FERMARE EQUITALIA è un'imperativo per il Paese!
Ci stanno provando a Cagliari, dove un folto numero di contribuenti (sudditi fiscali) porterà a breve in tribunale la scellerata organizzazione.
Operazioni come queste vanno supportate da tutti i cittadini onesti, che non devono temere la retorica burocratica secondo la quale attaccare Equitalia significa difendere i disonesti, quelli si difendono già da soli, attaccare Equitalia significa difendere gli onesti, i lavoratori ed i contribuenti.
FERMIAMO EQUITALIA, AFFAMIAMO LA BESTIA!

domenica 3 marzo 2013

Abolizione del contante: follia a 5 stelle

Il noto blog d'informazione Qelsi riporta in questi giorni un'intervista a Mauro Gallegati, responsabile economico in pectore del movimento cinque stelle; in pectore vista l'enorme fluidità del partito di Beppe Grillo.
In questa intervista l'economista a cinque stelle ci svela i principi economici a cui si ispira il movimento; una repentina rivisitazione sull'euro, una bella patrimoniale che da quelle parti (a sinistra) non guasta mai, e l'eliminazione del contante!
Avete letto bene, ELIMINAZIONE DEL CONTANTE, che evidentemente per alcuni rappresenta ancora il male assoluto.
Le scuse per portare avanti un piano tanto atroce sono sempre le stesse, la lotta all'evasione, la delinquenza sparirebbe etc etc..
C'è dunque da stupirsi che la Goldman Sachs abbia espresso apprezzamenti per il notevolissimo risultato elettorale ottenuto da grillo?
Non credo, disintegrare la libertà personale per garantire la legalità è un operazione fallimentare già tentata negli USA, ma almeno lì si proponeva di combattere il terrorismo, non di contrastare degli idraulici in suv.
Certo un controllo totale da parte degli stati, forse, certamente degli istituti bancari, darebbe una veolce svolta al pianeta verso quel nuovo ordine mondiale che pare tanto caro a Casaleggio, ma non avverrà mai, i grandi evasori sono infatti proprio le banche che dovrebbero controllare tutti gli scambi di danaro elettronico; e le mafie si adeguerebbero immediatamente, magari facendosi delle banche proprie, c'è riuscito il PD che non riesce mai a fare nulla volete che non ci riesca la camorra?
Perciò  l'ideona si risolve a togliamo i soldi agli idraulici!
Consiglio a tutti una capatina sul blog contante libero!
Ritengo inoltre doveroso osservare che in questo paese il problema non è assolutamente il denaro che circola, ma quello che non circola, trattenuto in tasse e balzelli per pagare una pletora di parassiti, che alla fine sono riusciti ad uccidere l'animale di cui si nutrivano!
Pressione Fiscale al 30% o espatrio!

giovedì 14 febbraio 2013

L'India blocca il pagamento di 12 elicotteri, Costi collaterali della campagna elettorale?


INGIUSTIZIA AD OROLOGERIA? 
Siamo giunti al dunque, la discussione è ormai giunta al vero fulcro della finanza internazionale; è giusto pagare per assicurarci appalti di sistemi d'armamento?
L'arresto del presidente di Finmeccanica Orsi ha portato al blocco dei pagamenti da parte indiana dei 12 elicotteri commissionati all'industria italiana, cosa normale nel caso di un'inchiesta che pare far emergere una tangente da 51 milioni di euro.
Tuttavia la cosa non è così banale per molteplici motivi, primo dei quali la differenza di trattamento con altri casi, vedi l'ex presidente del Monte dei Paschi di Siena, che come presidente dell'ABI aveva ed ha avuto la possibilità non di inquinare ma di far scomparire le prove di una “mazzetta” di 2 miliardi di euro, 40 volte quella di Finmeccanica.
Seconda ma non meno importante, la questione sistemi d'arma; la vendita, o la sola commessa a costruire sistemi del genere, 12 elicotteri nel caso specifico, ha un'immediata ricaduta sulla possibilità di sperimentare e ricercare nell'ambito, per offrire prodotti sempre competitivi, in un mercato in vertiginoso aumento tecnologico.
Il mercato dei sistemi d'arma trascende infatti dal libero mercato e dal noto assioma domanda/offerta; nel mercato degli armamenti il prezzo è composto da molti altri fattori, uno dei quali è la sicurezza in termini di violabilità (“sabotaggio”) del sistema stesso, questa si ottiene selezionando gli acquirenti, che per forza, una volta ottenuto il prodotto, ne vengono a conoscenza.
Altro fattore da non tralasciare è la possibilità per un paese di poter acquistare un determinato sistema da un altro, possibilità che spesso i trattati internazionali negano, dando vita ad un sistema di compravendite secondario tutt'altro che trasparente.
Un'azienda italiana, come Finmeccanica, per riuscire a vendere i propri sistemi all'estero, oltre a garantire l'efficienza e l'efficacia dei propri prodotti, e su questo siamo all'avanguardia, deve avvalersi di collaboratori in loco, intermediari che mediano acquisti e contatti, i famosi Mister 10%.
Ora chi vorrà fare da intermediario per la nostra azienda sapendo che finirà inquisito?
Il vero problema è un'altro!
Se il dott.Orsi risulterà assolto, condividendo peraltro la sorte del suo predecessore, il danno per il paese, valutabile in svariati miliardi, sarà coperto dal giudice che tanto avventatamente lo ha messo in galera?

martedì 5 febbraio 2013

Restituzione IMU, fallimento Monte dei Paschi del PD


E alla fine la proposta shock arrivò!
Neanche troppo scioccante a dire il vero, il Silvio nazionale si impegna con gli elettori a togliere l'IMU sulla prima casa e non solo, se sarà eletto restituirà anche il maltolto nell'anno fiscale 2012!
Fatta la frittata, esperti ed espertini che ci spiegano come sia impossibile reperire otto miliardi in un periodo di crisi; dimenticando di dire che ne reperiamo annualmente ottocento per la spesa pubblica.
Trattasi insomma dell'1% delle spese statali, neanche tanto, considerando gli effetti nefasti che l'imposizione immobiliare ha avuto sull'economia!
Ma dove reperire la cifra tanto sognata dagli italiani?
I pacifisti delle guerre altrui si sono subito scagliati contro il progetto F-35, che forse potrebbe essere ulteriormente ridotto, ma certo non cancellato, pena un gap tecnologico non recuperabile.
Il Cavaliere vede oltreconfine, nell'eldorado svizzero la possibilità di incamerare fior di miliardi, ma a conti fatti, pare non siano poi così tanti, ed i n ogni caso non disponibili in un mese; la Svizzera è si un paese-banca, ma non un paese-bancomat!
La soluzione è semplice e sotto gli occhi di tutti, anche se in questo paese nessuno la vede, si chiama responsabilità!
Già proprio responsabilità! Chi ha messo nella stanza dei bottoni del Monte dei Paschi di Siena, truffatori ed incapaci? Il PD! Chi deve mettere i quattro miliardi di euro per salvare l'istituto? Il PD!
Gli allegri sinistri si presentano alle elezioni come se nulla fosse; radiazione immediata dalle liste elettorali e restituzione dei soldi ai correntisti tramite vendita dei beni privati e del partito!
Una banca può fallire, Un partito che fa fallire una Banca deve fallire!



sabato 2 febbraio 2013

Elezioni e Banche, il PD e il Monte dei Paschi di Siena


Il terzo gruppo bancario d'Italia, diventato tale grazie all'acquisto di Banca Antonveneta, vale in borsa poco più di due miliardi di euro, ma riceve dallo stato, cioè da noi, un prestito capace di comprarlo due volte!
Come si può spiegare quest'azione economicamente folle?
Le banche si salvano, sempre, almeno da noi, negli Stati Uniti non è così, e la loro economia, pur non navigando in acque tranquille è sicuramente più solida della nostra.
Certo lasciar fallire una banca non è cosa semplice ne auspicabile, ma chi bisogna garantire?
Con i Monti-Bond noi non stiamo tutelando i risparmiatori, quelli li avremmo tutelati impedendo ai faccendieri del PD di gestire la banca più vecchia del paese come un bancomat di partito, purtroppo con i nostri soldi stiamo semplicemente garantendo i megastipendi degli amministratori nominati da Bersani!
Il Partito “Democratico” ha gestito il Monte per decenni, lo ha portato alla bancarotta, e ora vorrebbero gestire l'Italia?
Bersani e i suoi degni compari, messi a dirigere la banca senese dal PD, attingevano al forziere della banca come volevano, finanziando il partito, il penultimo  presidente ha fatto una donazione di 700.000 euro al PD locale!
Con quale diritto questo bancarottieri si presentano alle elezioni?
Le elezioni sono il sale della democrazia, ma costano, può davvero una parte politica che ha pesato per quattro miliardi di euro sul paese presentarsi alle elezioni, pesando ancora di più sullo striminzito bilancio nazionale, senza aver prima restituito il maltolto?
Il Pierluigi nazionale ha voglia a dire il partito fa il partito e le banche facciano le banche, per finanziare l'uno ha distrutto l'altra, per far mangiare gli amichetti ha disgregato il risparmio di migliaia di cittadini.
Non esiste il discorso fuori i partiti dalle banche, ne fuori le banche dai partiti....caro Bersani “FUORI I SOLDI!”