lunedì 21 gennaio 2013

Cartelle pazze-Equitalia se ne lava le mani.


Con la legge di stabilità 2013 le cose stanno per cambiare sul fronte della riscossione crediti.
Sembra assodato infatti che tutte le contestazioni fatte ad un credito non dovuto, indebitamente richiesto perché già saldato, decaduto, soggetto a sgravio, o sospeso per via giudiziale o amministrativa, non saranno più controllate da Equitalia, che comunque le riceverà, ma dall'ente creditore, al quale l'agenzia di riscossione statale le girerà.
Sarà dunque chi esige il credito a dover controllare se le rimostranze di un cittadino siano fondate, e se entro duecentoventi giorni questo non giustifica la richiesta Equitalia dovrà archiviare la pratica.
Sembrerebbe un passo in avanti, ma non ne siamo sicuri, 220 giorni sono veramente tanti, ed Equitalia in quel lasso di tempo può ancora utilizzare tutti i metodi coercitivi che conosciamo.
Rimangono poi da chiarire le questioni giudiziarie, ad esempio: l'Agenzia delle Entrate vanta un credito sproporzionato, ne abbiamo visti già troppi, il cittadino si rivolge alla giustizia, magari vince o ottiene una sospensione, il cittadino porta la sospensione ad equitalia che la gira all'Agenzia delle Entrate, che non ha ancora ricevuto dalla magistratura competente la sospensione stessa, e reitera la richiesta ad Equitalia...chi rimane fregato?
La domanda è naturalmente ironica.
Se ne ricava che chi ha chiesto ad Equitalia di pignorare la casa ad un cittadino poi dovrebbe dire alla stessa di non farlo più!
Rimane il fatto che il cittadino ha 90 giorni per presentare domanda di controllo, ci sarà anche un modulo telematico.
Se sussistono i criteri vale di sicuro la pena di farlo!

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